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Il nostro corpo è un
insieme di relazioni e correlazioni
psicofisiche e funzionali.
Partendo da questo dato di fatto, ne deriva che
i dolori alla spalla possono essere causati da
un trauma o disturbo fisiologico
all’articolazione, ma possono altresì dipendere
da irradiazioni di altre strutture. In questo
caso parliamo di dolore riflesso.
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Vi riportiamo di seguito alcuni esempi di possibili
correlazioni con disfunzioni di altre strutture: |
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1.
Disfunzione di integrità neurologica alle vertebre cervicali C5/C6.
I muscoli interessati sono deltoide,
bicipite e sottoscapolare quali punti di
irradiazione di disturbi neurologici.
2. Il
cingolo scapolare è in correlazione
con il cingolo pelvico ed i visceri; quindi, per
risolvere il problema alla spalla può essere
necessario trattare anche il bacino ed i
visceri.
3.
La disfunzione della spalla è
direttamente collegata alla disfunzione del
diaframma. Causa di entrambi può essere una
compressione della vertebra C4, che
interessa il nervo frenico, deputato ad
innervare il diaframma.
4. La
periartrite della spalla destra può essere
correlata a disturbi epatici. Una mobilizzazione
o
drenaggio del fegato può risultare efficace
per mobilizzare la spalla. |
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Comprendere la causa prima del problema è alla base di
un efficace e risolutivo trattamento. L’osteopata fa
eseguire al paziente alcuni test di diagnosi; in base
alla limitazione del movimento ed al tipo di dolore il
medico stabilisce quale gruppo muscolare e/o
articolazione è coinvolta. La raccolta di informazioni
sullo stile di vita e le abitudini del paziente è
altrettanto importante: un dolore potrebbe essere
acutizzato da quotidiani movimenti che, nel tempo,
peggiorano la situazione (es. in auto, torcere il busto
e stressare la spalla per prendere la borsa dal sedile
posteriore).
Stabilita la diagnosi, il trattamento manuale
osteopatico interessa sia la parte dolente che le zone
riflesse, maggiormente indicate per non stressare
eccessivamente il corpo. Un trattamento limitato alla
zona dolorosa potrebbe rivelarsi controproducente.
Sicuramente in presenza di infiammazione con dolore
acuto l’osteopata può al massimo cercare una posizione
antalgica per dare sollievo al paziente e favorire una
posizione di riposo dell'articolazione, che è già
terapia.
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In fase cronica, questa terapia si completa bene
con la fango-balneoterapia termale (specialmente
in presenza di calcificazioni), massaggi,
riabilitazione in acqua termale, specialmente
negli esiti post-traumatici e nella
riabilitazione funzionale articolare.
Per un singolo problema non esiste una singola
manovra: sta alla sensibilità dell’osteopata
comprendere se il trattamento è recepito dal
corpo o se deve tentare con un approccio
diverso. La risposta del corpo al lavoro
effettuato dall’osteopata arriva dopo una fase
di adattamento del corpo stesso all’input
ricevuto, circa 21 giorni.
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Rimedi dal passato:
In situazione di
infiammazione, quindi di dolore acuto, fate
impacchi di acqua fresca e aceto, è un
rimedio antinfiammatorio.
Attenzione agli
impacchi di ghiaccio: è un ottimo
“anestetico” ma è anche un vasocostrittore e
congela ,
quindi dopo il momentaneo sollievo il dolore
può aumentare.
In situazione cronica, quindi di dolore non
pulsante, con legamenti contratti,
il Dott. Antonello consiglia impacchi
tiepidi di acqua e sale. Se l’impacco viene
effettuato prima del trattamento
osteopatico, consente alle strutture tese di
essere mobilizzate più facilmente. |
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Abano.it
ringrazia per le notizie e l’approfondimento:
Dott. Fabiano Antonello
Medico Chirurgo
Esperto in Medicina Manuale Osteopatica
Direttore Sanitario presso l’Hotel
Terme Dolomiti
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